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PTMN - (Piattaforma Tecnologica del Mediterraneo e del Mar Nero)

PTMN - Piattaforma Tecnologica del Mediterraneo e del Mar Nero - prende spunto da una specifica iniziativa della Commissione Europea.

"Una politica marittima integrata per l’Unione Europea (Libro Blu)" ha segnalato la necessità (particolarmente evidente per l’Italia) di porre rapidamente in essere una politica marittima e marina integrata per rafforzare “la capacità dell’Europa di far fronte alle sfide della globalizzazione e della competitività, al cambiamento climatico, al degrado dell’ambiente marino, alla sicurezza marittima nonché alla sicurezza e alla sostenibilità dell’approvvigionamento energetico”, che “deve basarsi sull’eccellenza nella ricerca, nella tecnologia e nell’innovazione in campo marittimo e marino”.

Il sistema industriale e il sistema della ricerca nazionale hanno auspicato con decisione l’implementazione di un programma nazionale di ricerca scientifica e tecnologica per il mare, pluriennale e aperto alla partecipazione di tutti gli attori pubblici e privati, nel quale far convergere gli interessi dei Ministeri competenti in materia di ricerca, innovazione, ambiente, trasporti, pesca, industria e rapporti con i Paesi del Mediterraneo, che riaffermi con forza ed efficacia la vocazione marinara dell’Italia in piena sintonia con le indicazioni del Libro Blu e con la ETP Waterborne per il settore marittimo-cantieristico (un comparto industriale che vale il 2,7 del PIL e coinvolge 400000 addetti in Italia).

L’obiettivo principale del Programma RITMARE consiste nel trasformare l’economia nazionale del mare supportando interventi di networking, cooperazione e internazionalizzazione che, almeno per quanto concerne l’ambito istituzionale del MIUR, potrebbero essere sintetizzati in azioni che consentano di collegare in rete gli operatori di ricerca, attivando il partenariato pubblico-privato e le sinergie regionali, nazionali e internazionali (quest’ultimo aspetto declinato come un attributo delle progettualità previste) per lo sviluppo avanzato di:

  • tecnologie marittime;
  • pesca sostenibile;
  • gestione sostenibile della fascia costiera;
  • biotecnologie marine;
  • messa in rete dei laboratori italiani per la ricerca sul mare e anche di grandi infrastrutture di ricerca quali navi oceanografiche sia di tonnellaggio limitato sia transatlantiche e per la ricerca in Antardide.

La Commissione Europea (DG Ricerca, DG Trasporti, DG Affari Marittimi) sta per emanare una “comunicazione” sul settore marittimo-marino perfettamente allineata agli obiettivi di RITMARE che è già stata informalmente presentata alla UE da Fincantieri, Confitarma e CNR: l’Italia si trova pertanto in una situazione di vantaggio – temporalmente parlando – rispetto ad altri Stati Membri della UE.

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