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Detriti Spaziali, i rifiuti abbandonati nello Spazio

Oggi, il ciclo di vita di un satellite viene misurato e studiato accuratamente prima che lo stesso venga lanciato in orbita.

Per quale motivo?

A causa della presenza, in aumento, di spazzatura spaziale.

Cos’è la spazzatura spaziale?

La spazzatura spaziale è composta principalmente da rifiuti o, meglio, detriti abbandonati in orbita.

I detriti vengono prodotti dal disuso di satelliti in orbita, da sonde, pannelli solari, razzi, frammenti, parti di navicelle o utensili andati perduti durante missioni spaziali.
Potrebbero, addirittura, essere semplici scaglie di vernice.

Alcuni si trovano in orbita bassa, vicini alla Terra e riescono ad attraversare, entro breve tempo, l’atmosfera terrestre.
Altri, invece, sono troppo lontani per rientrare sulla Terra e rimangono in orbita per moltissimi anni (anche secoli).

Ad oggi, il livello di questi detriti nello Spazio sembra ammontare a 8000 tonnellate.
Un dato abbastanza allarmante.

Inoltre, il livello di spazzatura aumenterà con il lancio di nuovi satelliti nello Spazio.
Al momento, ce ne sono circa 2000, ma molti altri ne verranno lanciati negli anni a venire.

Qual è il problema?

Alcuni detriti hanno delle dimensioni superiori ai 10 cm ed è possibile intercettarli.
Altri, invece, hanno dimensioni inferiori e questo porta difficoltà sul piano del rilevamento del detrito stesso.

Il maggior rischio che comporta la presenza di detriti è quello di imbattersi in un satellite in funzionamento.

Il rischio può essere tale, non solo per il funzionamento del satellite stesso, ma anche per gli eventuali astronauti che lo abitano.

I detriti spaziali in orbita viaggiano ad un’elevatissima velocità (più alta di un proiettile) e questo aumenta la possibilità di causare danni al satellite e alle persone anche con detriti di piccolissime dimensioni (meno di un millimetro).

Possono causare, in aggiunta, esplosioni per via delle batterie e dei propellenti contenuti ancora in essi.

Inoltre, l’impatto tra rifiuti spaziali e satelliti moltiplicherà il livello stesso di detriti che si disperdono nello Spazio.

Cosa si può fare per risolverlo?

Studi e ricerche sono stati avviati per trovare una soluzione a questo problema, soprattutto con l’aumento dei satelliti in disuso in orbita e la previsione degli ulteriori veicoli spaziali da lanciare nello Spazio.

Alcuni studi prevedono il riutilizzo del satellite e, quindi, il suo rientro integro sulla Terra, controllandone il deterioramento durante la fase di passaggio nell’atmosfera, con l’obiettivo di ridurre il numero di satelliti lasciati in orbita.

Un’ulteriore soluzione è quella di ripulire lo Spazio dai detriti presenti.
L’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha avviato due progetti a questo scopo:

  • Il primo prevede l’utilizzo di un robot e un satellite che, simulando la rotazione del detrito da recuperare, lo aggancino tramite due braccia meccaniche e lo riportino sulla Terra. Utile, in particolare, per detriti spaziali di grandi dimensioni.
  • Un altro sistema prevede l’aggancio di grandi detriti spaziali, tramite una rete che viene lanciata, da una giusta distanza, verso il pezzo da intercettare, avvolgendolo con l’aiuto del movimento del detrito stesso.

Al momento, gli astronauti nello Spazio prestano molta attenzione a deviare qualsiasi tipo di detrito.
Il problema sopraggiunge, come abbiamo accennato, in presenza di detriti di piccole dimensioni.
A questo scopo, è stato progettato un sistema che permetta alla Stazione Spaziale di frammentare il detrito e di assorbire i vari pezzi creati con l’impatto, prima che questi arrivino nella parte interna e danneggino la zona dove vivono gli astronauti.

La NASA stessa ha progettato un sistema di monitoraggio in modo da rilevare detriti di grandi dimensioni, tramite strutture sulla Terra, e da evitare esplosioni di grandi dimensioni.

Uno degli obiettivi principali per il futuro è quello di ridurre l’inquinamento spaziale e trovare dei nuovi sistemi per ripulire lo spazio dai rifiuti esistenti.

Tutto questo, però, tenendo in considerazione un problema fondamentale che è quello di non poter disfarsi di un detrito spaziale che non appartenga al proprio Stato, senza il rischio di incorrere in accuse di tipo legale.