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VITROCISET FIRMA IL CONTRATTO PER IL REMOTE HANDLING DEL REATTORE A FUSIONE NUCLEARE ITER

24 luglio 2018

Verso la fusione nucleare: Vitrociset progetterà e realizzerà un sistema per consentire la comunicazione in tempo reale di tutte le apparecchiature del reattore internazionale che punta a sviluppare energia tramite la fusione nucleare.

Partecipando a una competizione aperta su scala mondiale, Vitrociset è stata selezionata tra i principali gruppi industriali, che lavorano nei sistemi di controllo e di robotica, per fornire il Remote Handling Supervisory Control System per il reattore ITER. Oggetto del contratto sarà la progettazione, lo sviluppo, l'integrazione e la messa in servizio del sistema dedicato all'interfaccia di tutte le apparecchiature Remote Handling, al fine di assicurare la comunicazione in tempo reale con il sistema di Controllo Centrale (CODAC), nonché con i sistemi di protezione delle macchine (CIS) e del personale (Central Safety Systems - CIS).

ITER

Il progetto ITER nasce con l'obiettivo di sfruttare la fusione nucleare per fornire energia in enormi quantità da un elemento, l'idrogeno, molto abbondante nell'Universo.

Non ha sottoprodotti che alterano l'ambiente e le scorie radioattive sono quasi irrilevanti rispetto alla fissione nucleare e si trasformano in materiale inerte in tempi brevi, nell'ordine di qualche decina di anni. Non ultimo, non c'è rischio di esplosioni o altri incidenti nucleari.

Una delle strade scelte per raggiungere lo scopo, quella che al momento sembra la più realistica, è ITER, acronimo di International Thermonuclear Experimental Reactor, dove in una macchina che si è evoluta da un progetto del 1950, il Tokamak, viene tenuto in sospensione magnetica il plasma (il materiale a elevatissime temperature) al fine di fondere gli atomi di idrogeno e produrre energia.

ITER

Il sistema di Remote Handling (RH) ricopre un ruolo fondamentale nell’ambito del Tokamak di ITER. Dopo l’avvio delle operazioni, con la generazione del primo plasma, sarà impossibile apportare modifiche, condurre ispezioni o riparare i componenti del Tokamak nelle aree attivate, se non tramite i componenti robotizzati che costituiscono il Remote Handling. Saranno necessarie tecniche di gestione remota molto affidabili e robuste, per riparare o sostituire componenti con peso fino a 50 tonnellate. L'affidabilità di queste tecniche influenzerà anche la durata delle fasi di spegnimento della macchina e quindi inciderà significativamente sulle operazioni e sui costi ad esse associati.

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